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mercoledì 1 aprile 2015

Pappa al pomodoro


Ecco un altro piatto che mi coccola nelle giornate in cui il mio umore non é dei migliori, quando vorresti chiudere tutto e tutti fuori dalla porta e restare a vivere per sempre abbracciata al tuo divano... Ecco in questi giorni così di solito il mio cibo coccoloso é la minestrina ( preferibilmente le stelline) con il formaggino oppure quella che a Napoli chiamano "la pappa al pomodoro".




LA PAPPA AL POMODORO

80 gr di cannolicchi/ tubetti/ ditali
Acqua
Un dado vegetale
Passata di pomodoro
Olio
Basilico


In una pentola mettere a bollire l'acqua, il dado è 2/3 cucchiai di passata di pomodoro.
Lasciar bollire 5 minuti e poi metterci a cuocere la pasta.
A fuoco spento aggiungere olio e basilico.




mercoledì 22 ottobre 2014

Zuppa di cicerchie e patate

Arrivano i temporali autunnali, le prime sere con le finestre chiuse e la copertina sul divano, e arriva anche il periodo delle prime zuppe calde.

Adoriamo la cicerchia, un legume che solo recentemente è tornato ad essere utilizzato, ma che ha un sapore e una consistenza che a noi piace tantissimo.

Noi cuciniamo la cicerchia solo nella versione a zuppa, ma in effetti sto cercando di trovare nuove ricette per poterla apprezzare ancora di più.
Anzi vi chiedo di consigliarmi ricette per poterla provare!


ZUPPA DI CICERCHIE E PATATE



500 gr di cicerchia messa a bagno per una notte
2 patate
1 cipolla
una carota
Olio, sale

Soffriggere in una pentola l'olio con la cipolla, aggiungete la cicerchia, le patate tagliate a dadoni e acqua (deve essere tutto abbondantemente coperto); a piacere aggiungere il sale e il peperoncino (a noi piace piccante, ma si può optare per una versione più soft).
Lasciar cuocere fino a quando le cicerchie non saranno morbide (almeno 40 minuti) e aggiungere in caso acqua se si dovesse asciugare troppo.
L'ideale è servirla con del pane abrustolito e decorarla con prezzemolo fresco e un filo di olio a crudo.

sabato 11 febbraio 2012

Maltagliati all'uovo con i ceci

Freddo e neve! Per due volte nel giro di pochi giorni la capitale è sotto la neve e noi che stiamo a Roma nord ci stiamo sempre più abituando a convivere con almeno 30 cm di neve a terra!
Con questo freddo la fame è tanta e si può sgarrare un po' di più a tavola regalandoci dei piatti super sostanziosi e caldi.
Oggi mentre fuori scendevano dei fiocchi che sembravano fatti di cotone ci siamo divisi i compiti e mentre io impastavo la sfoglia per i maltagliati, Mario cucinava i ceci.
Con questa ricetta inauguro la collaborazione con il Molino Chiavazza , che con i suoi prodotti contribuisce a rendere più buone le mie ricette!


Pasta e ceci

Foto di Mario Aprea

MALTAGLIATI ALL'UOVO CON I CECI


Per la pasta (dose per due persone abbondanti)

200 gr di semola rimacinata di Grano Duro "Molino Chiavazza"
2 uova (preferibilmente bio)
Un pizzico di sale

Per la minestra di ceci:

200 gr di ceci secchi
uno spicchio di aglio
olio
sale e pepe
prezzemolo

Impastare la semola, le uova e il sale formando un impasto liscio, da far riposare una decina di minuti.
Stendere e tagliare i maltagliati.
Nel mentre cucinare i ceci in abbondante acqua (dovranno cuocere per due ore); in un altra pentola mettere a soffriggere uno spicchio di aglio con un l'olio, togliere l'aglio e aggiungere i ceci con la loro acqua di cottura, coprire e far cuocere fino a quando i ceci non cominceranno a sfaldarsi.
Aggiungere sale e pepe a piacere, il prezzemolo e (a minestra in ebollizione) i maltagliati.
Lasciar cuocere la pasta e servire caldissimo!

sabato 5 febbraio 2011

Crema di Topinambur: questo sconosciuto!

Erano mesi che cercavo coma una pazza questo tubero che mi incuriosiva.
Leggevo sui vari blog di gente entusiasta e la curiosità cresceva ogni volta che leggevo qualche ricetta con questo  ingrediente dal nome strano (mia suocera ha detto che lei non avrebbe mai mangiato una cosa con quel nome),
e poi io sono golosissima di carciofi e tutti dicono che ha un retrogusto carciofato.
Cavolo lo dovevo provare anche se a Roma sembrava impossibile trovarlo!
E invece l'altro giorno entrando nel supermercato vicino a casa l'ho visto: occhi di stelle e busta piena!!!
Ho chiamato la mia dolce metà in ufficio cinguettando "tesoro stasera di cucino il Topinambur" (penso che lui abbia pensato a qualche animale strano, perchè la sera quando ha visto di cosa si trattava mi è sembrato sollevato).
Di ricette in giro con questo tubero ce ne sono tantissime e avrei voluto provarle tutte, alla fine però ho scelto quella che meno ne avrebbe falsato il sapore delicato, anche perchè era proprio quello che volevo scoprire!
Il Topinambur mi piace tanto tanto.. è delicato, versatile e non vedo l'ora di cucinarlo anche in altri modi (supermercato permettendo!).




Crema di Topinambur

Pelare i topinambur, ne ho pelati 500g, lavarli sotto l'acqua corrente, tagliarli a fettine sottili. Rosolare in una pentolina 2 spicchi d'aglio schiacciati con un pò d'olio. Unire le fettine di topinambur e rosolare un'altro pò, aggiungere un pò di brodo vegetale fino a coprire il composto e cuocere per 15-20' con un paio di rametti di rosmarino interi.

S
alare
, pepare e, tolti i rametti di rosmarino, frullare il tutto fino ad ottenere una cerma abbastanza densa. Tenere in caldo con all'interno i rametti di rosmarino.

venerdì 8 ottobre 2010

Zuppa di Piselli Selvatici

Preparatevi ad una carrellata infinita di zuppe!
Dovete sapere che appena arriva l'autunno e le giornate sembrano un po' più fresche a me scatta la mania delle zuppe tutte le sere e in tutti i modi!
Ogni ortaggio, legume e cereale che incontro deve diventare una zuppa, una minestra o una vellutata!
Da un viaggio a Castelluccio di Norcia avevo riportato lo scorso anno dei fantastici piselli selvatici, una parte li avevo fatti a minestra e gli altri erano rimasti nel barattolo di vestro sulla mensola della cucina in attesa di essere cucinati.
L'altro giorno mi sono messa a cercare su internet delle ricette che non fossero la solita zuppa o la solita minestra, ma alla fine - sono capitolata e indovinate che cosa ho preparato?


ZUPPA DI PISELLI SELVATICI

Per la ricetta copio e incollo quella della pasta perchè è praticamente identica.

Comunque i piselli vanno messi a bagno per almeno otto ore, si mette poi a soffriggere una cipolla (io uso quelle di tropea) con un pò di olio e una confezione piccola di pancetta dolce sgrassata (basta farla cuocere in un pochino di acqua e poi scolarla per togliere un po' di grasso), aggiungere dell'acqua e poi i piselli e far cuocere il tutto a fuoco medio per almeno un paio di ore (i piselli selvatici risultano un po' più duri da cuocere).


Diventa necessario controllare spesso il livello dell'acqua affinchè non si asciughi troppo; nel momento in cui i piselli saranno cotti, frullarne un pochino con il frullatore, scodellare e aggiungere un pochino di olio a crudo!
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